Il villaggio rupestre e la cripta dei SS. Andrea e Procopio, si estende su entrambi i lati della lama detta “dell’Assunta”, nei pressi dell’antica Via Traiana, nel territorio del Comune di Monopoli in Puglia.

Monopoli e la sua storia

Il complesso era posizionato strategicamente nei pressi dell’antica via romana, in tal modo risultava facilmente raggiungibile dai viandanti che vi approdavano per vari motivi, ma allo stesso tempo risultava praticamente invisibile agli occhi dei nemici in quanto saggiamente e furbamente costruito al di sotto del piano di calpestio, in un dislivello naturale del terreno.
Il villaggio era stato edificato considerando il clima della zona, in modo tale da essere protetto dai venti umidi e poter sfruttare al massimo l’illuminazione ed il calore solare.
Per tali motivi il microclima all’interno del complesso era ottimale e salubre.

Del villaggio rupestre sono ancora visibili molte grotte anticamente utilizzate come abitazioni, punti di ritrovo comune, stalle e depositi agricoli.
La presenza di un magnifico ed affascinante frantoio ipogeo arricchisce il sito e fornisce importanti informazioni sulla vita degli antichi abitanti del posto. In esso sono presenti le strutture tipiche degli ambienti in cui si lavoravano le olive: le pietre delle macine, la vasca di decantazione dell’olio e gli antichi calendari incisi nella roccia allo scopo di scandire lo scorrere del tempo.

Come già anticipato, nel villaggio rupestre è presente la cripta dei SS. Andrea e Procopio, così come si evince dal testo in latino inciso sul suo ingresso principale:
“Hoc templum fabricare fecerunt Johannes, Alfanus abbas, Petrus, Paulus, in onore sancti Andree apostoli et sancti Procopii martiris per manus Johannis diaconi atque magistri et dedicatum est per manus domini Petri archiepiscopi secundo die intrante mense novembre. Hoc scripta fieri fecit Iaquitnus presbiter, filius suprascripti magistri per manus Radelberti presbiteri”.
Appena sotto quest’incisione e presente una stupenda Croce Patente, simbolo che apre all’ipotesi di un utilizzo della chiesetta da parte dell’antico ordine dei Cavalieri Templari.
Al suo interno è possibile ammirare altre croci come quella sopra citata e le classiche croci latine, oltre ad innumerevoli affreschi ben conservati e raffiguranti varie figure sacre tra le quali:

  • S. Eligio;
  • S. Antonio, riconoscibile per via dell’immagine di una campanella, oggetto collegato alla leggenda secondo la quale il Santo la suonasse per scacciare via i demoni.
  • S. Giorgio a cavallo, figura molto diffusa in ambiente crociato, a maggior sostegno dell’ipotesi della presenza di membri dell’antico ordine cavalleresco.
  • I Santi Medici;
  • L’annunciazione;
  • La Vergine in trono;
  • S. Leonardo;
  • SS. Pietro e Paolo.

Inizialmente la cripta doveva risultare interamente affrescata.
Oggi alcune immagini sacre risultano purtroppo rovinate dall’erosione naturale degli agenti atmosferici, mentre alcune di esse risultano essere vandalicamente deturpate su viso per l’opera distruttrice degli incursori turchi.
Questi ultimi, impauriti dal potere mistico che riconoscevano provenire dalle immagini sacre cristiane, erano soliti deturparne il volto credendo in tal modo di neutralizzarne l’azione protettiva indirizzata ai fedeli del culto.

Sempre all’interno della cripta è possibile ammirare l’immagine del Cristo in Croce sulla cui sommità è presente una rara rappresentazione di Dio Padre, ritratto nell’atto di dare supporto al figlio.
Tale affresco indirizza l’attenzione del fedele sul rapporto non di subordinazione tra Gesù e dio padre, ma di amore paterno, il profondo legame che si instaura tra padre e figlio.

Questo villaggio rupestre e la relativa cripta merita certamente maggiore attenzione e valorizzazione, si tratta a mio avviso di un tesoro storico, architettonico e culturale di inestimabile valore.

Mario Contino

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