Tutti i bambini aspettano con ansia e gioia la notte tra il 24 ed il 25 Dicembre, per poter scartare i pacchi natalizi donati da Babbo Natale, conosciuto spesso con il nome di “Santa Claus” e quasi del tutto sconosciuto sotto il suo nome originario: “San Nicola” (San Nicola di Bari)

La leggenda di San Nicola – Santa Claus

La leggenda di Santa Claus ha origine da un episodio miracoloso che ebbe come protagonista il Vescovo Nicola, originario della città di Myra (nell’odierna Turchia).
Prima ancora che Nicola diventasse Santo e fosse conosciuto da tutto il mondo come San Nicola di Bari, egli compì il prodigioso atto che in seguito riporterò.un gesto destinato a c ambiare per sempre il natale di tutti i bambini del mondo.
Per motivi a noi ignoti, ma riconducibili alla cattiveria umana che spesso dimora negli uomini, cinque bambini furono rapiti e portati via da un malvagio oste.
San Nicola, appreso del bruttissimo episodio, partì immediatamente in viaggio e si mise sulle traccie dei fanciulli.
Quando riuscì finalmente a ritrovarli, i piccoli giacevano ormai privi di vita, uccisi dalla crudeltà del loro rapitore.
Il Santo allora invocò l’aiuto del Signore e riportò in vita i 5 fanciulli, riconducendoli poi alle proprie famiglie.
Probabilmente proprio questo miracolo fece si che San Nicola di Bari diventasse il protettore dei fanciulli.

La leggenda sopra riportata Chiarisce egregiamente i dubbi sul collegamento tra Santa Claus e San Nicola di Bari, ma come spiegare la tradizione dei doni sotto l’albero di Natale?
Questa usanza è di origine precristiana, si fonda nel culto germanico del Dio Odino.
Secondo il mito, Il dio Odino era solito effettuare una grande battuta di caccia nel giorno di (Yule), il Solstizio d’Inverno, recandosi dunque sulla terra.
Durante questa ricorrenza quindi, i bambini erano soliti lasciare degli stivali nei pressi dei caminetti o dell’uscio di casa, all’interno vi ponevano carote, fieno o altro cibo in grado di sfamare il cavallo del Dio Odino, e la divinità avrebbe ricambiato il favore riempiendo gli stessi stivali con vari doni (spesso dolcetti).
Quando il culto cristiano prese piede, questa usanza fu sostituita ed inglobata nel culto di San Nicola di Bari, più comunemente noto come Babbo Natale.
Dall’origine del mito fino ad oggi, la tradizione è mutata notevolmente, i bambini odierni scrivono letterine indirizzate al benefattore natalizio con specifiche richieste, quasi come se il ricevere un dono fosse diventato un diritto e non una ricompensa legata ad un corretto atteggiamento mantenuto durante l’anno.
La magia del Natale rischia di scomparire, schiacciata dalle convinzioni imposte da una società sempre più materialista, che crede sempre più ad un unico e potente Dio: Il Dio denaro.

Cari lettori, seguite il mio consiglio:
Al di la’ di credi e convinzioni religiose, guardate negli occhi vostro figlio, vostro nipote o un qualsiasi bambino di vostra conoscenza, e ditegli che la magia non è estinta, è solo un po nascosta per via dalla vita frenetica di tutti i giorni.
Ditegli che Babbo Natale esiste e che se non riescono a vederlo è perché ha dovuto parcheggiare la slitta fuori città, per via del traffico e per evitare le multe della Polizia municipale.

Mario Contino

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