Molfetta (BA) ed il suo folklore

Un altro rito legato al Venerdì Santo e ai festeggiamenti pasquali, è rappresentato dall’affascinante processione notturna di Molfetta, che ogni anno prende vita presso la cittadina sita a pochi chilometri da Bari.

Alle 3.30 del mattino, l’oscurità viene dissipata dai migliaia di ceri accesi, portati dai membri delle varie confraternite che prendono parte alla processione, a questi si uniscono i ceri accesi e posizionati sui balconi degli
antichi palazzi del centro storico che, in un silenzio surreale, accrescono il
fascino e la magia dell’evento.
La processione notturna, conosciuta anche come dei cinque misteri, parte
dalla Chiesa di Santo Stefano: cinque antiche e bellissime statue in legno,
rappresentanti la passione di Cristo, sfilano trasportate a spalla dagli incappucciati delle varie confraternite.

Il momento culmine dell’evento è rappresentato dall’uscita in processione del Cristo morto.
Apre la processione la santissima Croce, affiancata da due fanali, seguita
dalle antiche statue lignee cinquecentesche:
1) Gesù nell’orto degli ulivi (Crìste all’ùerte);
2) Gesù flagellato (Crìste alla kelònne);
3) Gesù coronato di spine (Crìste alla chènnèdde);
4) Gesù sale il calvario (U’ calvàrie);
5) Gesù Morto (Crìste Mùerte)

Il suggestivo e tradizionale percorso è caratterizzato dal passo cadenzato
dei portatori delle statue (abbastanza pesanti) accompagnato dalle note
delle marce funebri, U’ Varcheceddare; La Maledetta; U’ Conza Siegge;
Ultimo Addio e altre, eseguite dalla banda di Molfetta che seguono l’intero
rituale accompagnato da fedeli e pellegrini provenienti non solo da tutta
la Puglia ma da ogni parte del mondo.

Anche questo è un momento da vivere.
Solo prendendo parte si può percepire l’enorme emozione dei partecipanti, una comunità che per un giorno non conosce divisioni.

Mario Contino

Fonte fotografia

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