Il malocchio e la fascinazione per i pugliesi

Uno degli aspetti più affascinanti del ricco folklore italiano, è dato sulle credenze in merito al “Malocchio” e alla “Fascinazione”.
Anche in Puglia questa forma di superstizione è molto sentita, ed ancora oggi alcune anziane signore praticano questi particolari rituali curativi contro quelli che potremmo definire “malefici”.

Si tratta di riti che si connotano tra sacro e profano, un misto di preghiere cristiane e rituali pagani. Folklore, non da demonizzare o screditare, neanche da divulgare come forma di preghiera o cura miracolosa. Sicuramente uno degli aspetti culturali da preservare in un’ottica di ricerca antropologica legata al popolo pugliese.

Malocchio e fascinazione

Cosa sono il “malocchio” e la “Fascinazione”?
Potremmo definire entrambi come una vera maledizione, lanciata volontariamente o involontariamente, in grado di causare danni e sofferenza al malcapitato di turno (soprattutto problemi di salute che potrebbero essere lievi, gravi o gravissimi).

Il termine “malocchio” deriva dall’unione di due parole: “Malevolo – Malvagio” e “occhio”. Quindi il significato del termine è “occhio malvagio”. Si fa riferimento ad uno sguardo colmo di invidia e cattiveria che, volontariamente o casualmente, incrocia quello della vittima.
Vittima e “iettatore”, quindi, incrociando lo sguardo danno origine al fenomeno cui la superstizione ha fornito grandissima rilevanza.
La vittima del malocchio accuserebbe malessere generale (di norma nausea, mal di testa continuo e martellante, stanchezza). Secondo il folklore, l’unico rimedio efficace per porre fine alla maledizione sarebbe un rituale mistico-religioso, tramandato tra le guaritrici da madre in figlia, ed oggi noto solo a pochissimi individui.

Tra sacro e profano, la guaritrice (una mascara) operava il suo rituale, e guai a chiamarla strega, la convinzione generale era quella di una donna capace di operare un vero e proprio esorcismo.

In tutta la puglia queste donne godevano di fama ed importanza, e le massaie di una certa età che ho potuto intervistare ci tengono a puntualizzare che nessuna donna si sarebbe mai fatta pagare per esorcizzare il malocchio. Un affermazione ripetuta con forza, come a voler porre una netta distinzione tra le praticanti di questo antico rituale di purificazione ed altri tipi di operatori mistici che, comunque, in regione sono sempre stati molto presenti.

Ovviamente quanto detto per il malocchio vale anche per la fascinazione, in entrambi i casi si ricorreva ad uno specifico rituale.

Il folklore pugliese non smette mai di stupire.

Mario Contino


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