Le affascinanti mummie di Monopoli

Monopoli, in provincia di Bari, non è famoso solo per il suo castello e l’affascinante leggenda ad esso annessa, o per il suo ricco centro storico, anche il tema della morte assume significati e simboli tutti da scoprire.

All’interno della Chiesa di S. Maria del Suffragio, nota come Chiesa del Purgatorio, sono presenti vere e proprie mummie, che andrebbero certamente pubblicizzate maggiormente al fine di attirare più turisti, ma senza dissacrare il luogo, o la stessa memoria delle confratelli mummificati.

Forse sono meno note delle mummie Siciliane che si trovano nella cripta dei Cappuccini di Santa Lucia del Mela (Messina), ma certamente quelle monopolitane non sono meno importanti sotto l’aspetto storico e antropologico.
La chiesa che le custodisce venne realizzata nel 1687 ed è sede della Confraternita di Nostra Signora del Suffragio, già esistente dal 1633.
La facciata barocca dell’edificio è decorata con elementi che lasciano immediatamente intendere il culto che si praticava al suo interno: quello della morte.

Tralasciando le caratteristiche artistico-architettoniche della chiesa, passerò a spiegare più nel dettaglio la provenienza delle mummie ed il perché sono tutt’oggi posizionate in bella vista, all’interno di ampie teche in vetro.
Le mummie sono persino visibili dall’esterno, grazie ad un’ampia finestra che si affaccia sull’affollatissima “Via Padre Nicodemo Argento”, e che viene appositamente lasciata sempre aperta, sia di giorno che di notte.
Pochi sono però i turisti che le notano, ossia che guardano di proposito attraverso la finestra suddetta, infatti il più delle volte si viene attirati dal tema artistico, per poi imbattersi nelle mummie solo dopo essere entrati nell’edificio.
Molti cittadini, almeno i più superstiziosi, fino a pochi decenni fa evitavano persino di osservarle, per scaramanzia, convinti che gli spiriti di quelle persone fossero ancora presenti e che potessero causare problemi ai malcapitati di turno.
Le mummie, tutte rigorosamente vestite con gli abiti propri della Confraternita (erano tutti confratelli) sono otto, e tra loro è possibile ammirare l’unica mummia pugliese di una bambina, morta all’età di circa 2 anni: Plautilla Indelli.
Tutte le mummie si crearono a seguito di un processo naturale di mummificazione che si innescava all’interno della speciale cripta della chiesa, che essendo povera di ossigeno, ostacolava l’ossidazione e la decomposizione dei tessuti, che in questo modo si essiccavano.
Unica eccezione è data proprio dalla piccola Plautilla Indelli, che sembrerebbe aver subito un vero e proprio processo di imbalsamazione.

Il mio consiglio e di visitare la chiesa con curiosità e rispetto.
Alcuni giurano di aver visto delle ombre muoversi all’interno della stanza che ospita le mummie, altri di aver sentito voci o lamenti, ovviamente si tratta di “chiacchiericcio popolare”, folklore, probabilmente nulla che possa avere un qualche riscontro nella realtà dei fatti.
L’unica certezza è che si tratta di un luogo che non può non essere visitato.

Mario Contino


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